02/11/2008

due novembre

Rosa sul pianoforte.jpgSono stata da mio padre questo week-end.

Mi è pesato, devo ammetterlo. Ma meno di quanto immaginassi. Dopotutto non che avessi altra scelta, visto che ha chiesto l'affidamento delle ceneri.

Non ho obiettato allora e non lo farò adesso.

ho suonato il pianoforte di mamma. in qualche modo pensavo che questo me l'avrebbe fatta sentire più vicina. o quantomeno che mi riportasse alla memoria uno qualunque dei nostri pomeriggi al piano. niente. forse c'erano troppi ricordi tra cui scegliere e la memoria è andata in confusione.

è entrato mio padre. con quell'aria distratta che ha da quando... beh, che ha ultimamente. teneva in mano una scatola di legno, di quelle che in genere contengono bottiglie di vino o liquore.

ha aspettato che terminassi il movimento. e dopo una lunga pausa di silenzio mi ha porto la scatola e ha detto:

-sono le lettere di mamma

 -lettere?

-sì, le lettere che mi ha scritto quando eravamo ancora fidanzati.

ho sollevato il mio sopracciglio vulcaniano. per qualche motivo mi aspettavo qualcosa di più drammatico. come la scena rivelatrice di un film.

e la delusione dev'essere stata visibile perchè ha aggiunto:

-ci sono anche lettere tue. lettere che ti ha scritto e che non so se ti ha mai mandato

siamo rimasti a fissarci per qualche minuto in silenzio. poi, come se niente fosse, ha appoggiato la scatola sul piano.  ha detto:

-te le lascio qui

e si è voltato per andarsene. arrivato alla porta si è girato e ha chiesto:

-pensi di fermarti a cena?

ho scosso la testa e sono rimasta sola a fissare la scatola per paracchi minuti.

alla fine ho deciso di portarla a casa. l'ho chiusa nell'armadio, sepolta sotto kg di maglioni.

per ora resta lì. non ho nessuna intenzione di aprirla.

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Onorare chi non c'è più e continuare a vivere.

Scritto da: macchiavel | 15/11/2008

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